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Il giro del lago in 250 giorni sulla eco-zattera

People For Planet - 2 ore 35 min fa

L’isola che non c’era è pronta a salpare verso nuovi lidi. Leco-zattera messa a punto dagli studenti del liceo Decio Celeri di Lovere, inaugurata ad ottobre dello scorso anno al Circolo nautico Bersaglio di Costa Volpino, è finalmente pronta ad attraversare il lago d’Iseo, toccando 16 paesi in poco più di 250 giorni. L’isolotto – che galleggia grazie ad uno «scafo» realizzato con 30 mila bottiglie di plastica riciclata, e che trasporta un impianto di fitodepurazione delle acque – partirà da Lovere il 28 settembre per chiudere il tour a Castro l’8 giugno del 2020.

L’idea è nata per caso durante un laboratorio creativo con Jacopo Fo alla Libera Università di Alcatraz, e si è trasformata in pochi giorni in un vero progetto, studiato nei minimi particolari.

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Per il caldo torrido i consumi energetici arriveranno a +58% nei prossimi 30 anni

People For Planet - Mer, 06/26/2019 - 21:15

Meglio abituarci, considerando che le ondate saranno sempre più frequenti a causa del riscaldamento globale. Arriveremo ad avere 75 giorni in più di caldo. Per lavorare e contrastare la calura la domanda di energia crescerà, e con essa la bolletta energetica. Un nuovo studio traccia un quadro per nulla rassicurante.

È arrivata l’estate e con essa una nuova ondata di caldo estremo. Si prevedono massime fino a 40 gradi, e non solo al sud. Il caldo rovente rende difficile stare in coda alle poste, spostare scatoloni in un capannone industriale, o semplicemente stare seduti in ufficio. E prepariamoci, perché in un pianeta febbricitante per il clima che si sta scaldando il disagio crescerà. Con il disagio, che si traduce in un impatto sulla salute, aumenterà anche la richiesta di energia per rinfrescare i nostri spazi, dagli ambienti di lavoro ai servizi pubblici.

Secondo un nuovo studio presentato sulla rivista Nature Communications, nel caso di un riscaldamento importante del clima nei prossimi trent’anni la domanda di energia legata al clima aumenterà del 25-58% a seconda della regione del pianeta. Se invece ci assestassimo su un riscaldamento moderato, ovvero se attuassimo le politiche proposte per ridurre le emissioni come richiesto negli accordi di Parigi (2015), l’aumento della domanda di energià sarà più contenuto, intorno all’11-27%.

Si tratta di un aumento che si somma a quello già previsto per la crescita della popolazione e della economia. Secondo la ricerca, la prima a valutare la domanda energetica in funzione del cambiamento climatico a livello globale, il fabbisogno energetico aumenterà soprattutto nelle regioni tropicali e in quelle meridionali degli Stati Uniti, dell’Europa, e della Cina. I maggiori cambiamenti sono dovuti all’elettricità necessaria per il condizionamento dell’aria, soprattutto nell’industria e nei servizi pubblici.

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Immagine rogeriomda


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Metalli pesanti e pesticidi nei pomodori: analizzate 12 marche, è “allarme rosso”

People For Planet - Mer, 06/26/2019 - 17:00

Un approfondimento dedicato al pomodoro: focus su 12 marchi, per verificare la presenza di metalli pesanti e pesticidi tramite test oggettivi e indipendenti

Ne consumiamo mediamente 9 chili ogni anno con picchi importanti nei 3 mesi estivi, che corrispondono anche al periodo di raccolta delle varietà più acquistate: è il pomodoro, uno degli ortaggi simbolo dell’identità culinaria del nostro Paese. Alcune tipologie e in particolare quelle da mensa, diverse dalle varietà destinate all’industria delle conserve e delle passate, vengono coltivate tutto l’anno anche all’interno delle serre in modo da garantire un prodotto da insalata in tutte le stagioni; si tratta generalmente di un prodotto da consumare rigorosamente fresco, buccia compresa, al quale si richiede il più alto grado di pulizia possibile“: lo spiega in una nota “Il Salvagente”, mensile da sempre attivo nella tutela dei consumatori, che ha deciso di dedicare il nuovo numero della rivista proprio all’ortaggio, portandone in laboratorio 12 tipologie di marchi differenti al fine di verificare la presenza di metalli pesanti e pesticidi tramite test oggettivi e indipendenti.

Le varietà finite sotto la lente di ingrandimento, si spiega, “sono i pomodorini a grappolo, ciliegino, Pachino e marzanino, tutti reperiti a Roma, e di origine italiana ad eccezione di 3 campioni che provengono dalla Spagna, acquistati presso Lidl, Eurospin ed Esselunga.
Contrariamente a quanto evidenziato dall’inchiesta di aprile sulle insalate in busta, ricche di cadmio con valori vicini alla soglia massima consentita, la situazione dei pomodori è decisamente migliore: il limite di legge è di 0,05 mg/kg, e solo due dei prodotti analizzati ne portano la traccia, seppure dieci volte al di sotto del limite.

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Qui in pochi nuotammo…

People For Planet - Mer, 06/26/2019 - 15:00

Qui, in pochi, nuotammo alle vostre spiagge. Che razza di esseri umani è questa? Quale patria così barbara permette simili usanze? Ci negano il rifugio sulla terraferma; ci dichiarano guerra; ci vietano di fermarci sulla terra più vicina. Se disprezzate il genere umano, dovreste temere almeno gli Dei che non dimenticano il bene e il male che fate!

Eneide, Virgilio.
Orazione di Enea alla Regina di Cartagine

Dedicato alla Sea Watch.

Immagine di copertina: Ivan Konstantinovič Ajvazovskij – La nona onda – 1850

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Se ogni villetta avesse pannelli solari potremmo chiudere 10 centrali elettriche

People For Planet - Mer, 06/26/2019 - 12:25

Se tutte le villette degli italiani si dotassero di un pannello solare sul tetto, avremmo tanta energia da coprire fino al 13,5% dell’intero fabbisogno nazionale e potremmo chiudere 10 centrali elettriche che funzionano a carbone o a gas. Sono questi i risultati di un’analisi condotta dalla società Evolvere per conto di Panorama. I conti sono presto fatti: in Italia ci sono 8,9 milioni di abitazioni mono o bifamiliari che potrebbero ospitare pannelli fotovoltaici sul tetto e ipotizzando che ogni impianto eroghi, in condizioni ottimali, 4 kilowatt e che lavori per 1.200 ore all’anno, si arriva a una produzione di 43 milioni di megawattora, cioè 43 terawattora. Oggi una grande centrale termoelettrica produce 4 terawattora all’anno e quindi con i pannelli solari si coprirebbe l’equivalente di oltre 10 centrali elettriche tradizionali e il 65% del fabbisogno domestico di energia elettrica.

Un bel risultato, no? Che farebbe ridurre drasticamente le emissioni di CO2 e consentirebbe di chiudere immediatamente le centrali a carbone. Peccato che le famiglie italiane non sembrino particolarmente interessate all’energia solare: poca informazione, troppa burocrazia, costi alti sono gli ostacoli, veri o presunti, che tengono lontani i possibili acquirenti di pannelli solari.

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EcoFuturo 2019: secondo giorno

People For Planet - Mer, 06/26/2019 - 11:09

Sessione del mattino (Nuove figure professionali e scenari di sviluppo del crowdfunding in Italia)

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Morire cercando un futuro migliore: la salvezza negata dagli Stati Uniti

People For Planet - Mer, 06/26/2019 - 10:35

Due migranti, un padre e la figlia di due anni, annegati nel fiume Rio Grande mentre cercavano di attraversare il confine: è la foto shock che in queste ore sta scuotendo gli Usa. […]Le vittime sono il salvadoregno Oscar Alberto Martinez e la figlioletta Angie Valeria.

I loro corpi, ritrovati lunedì con i due migranti che sarebbero annegati nella giornata precedente, sono stati trasportati sulla sponda sud del fiume Rio Grande dalla corrente. Intanto, sempre nei pressi dello stesso fiume, gli agenti federali Usa che vigilano sulle frontiere hanno comunicato di aver trovato nella giornata di martedì 25 giugno quattro migranti morti. Si tratta di una giovane donna, di due bambini e di un neonato.

Secondo quanto affermato dalle autorità, i quattro sarebbero deceduti per disidratazione ed esposizione all’eccessivo caldo.Questi ultimi fatti di cronaca hanno inevitabilmente riacceso la polemiche politica.

Fonte: tpi.it

Anche Beto O’Rourke, aspirante candidato democratico alle presidenziali del 2020, ha espresso il suo disappunto su Twitter affermando che “Trump è responsabile per queste morti”. Continua a leggere [Fonte: TPI – Migranti: padre e figlia annegati. La foto shock che indigna gli Usa di Niccolò Di Francesco]

Panoramica dalla stampa nazionale:

  • IL DISCORSO DI TRUMP SUL MURO CON IL MESSICO

Nella sera di martedì 8 gennaio (in Italia erano le prime ore del 9 gennaio) il presidente statunitense Donald Trump ha pronunciato il suo primo discorso alla nazione dallo Studio Ovale della Casa Bianca, chiedendo al Congresso i fondi necessari per costruire un muro lungo il confine con il Messico. Il muro al confine era stato la più famosa e importante promessa di Trump durante la campagna elettorale del 2016, ma all’epoca garantiva che sarebbe stato pagato dal Messico. Il discorso era stato annunciato in seguito all’impossibilità di trovare un accordo con i Democratici, che ora controllano la Camera, sullo stanziamento di fondi per costruire la barriera che secondo Trump dovrebbe ostacolare l’immigrazione illegale, ma che per moltissimi esperti – anche conservatori – non migliorerebbe molto la situazione a fronte di una spesa di svariati miliardi di dollari. Continua a leggere [Fonte: ILPOST.IT]

  • MESSICO: FORE (UNICEF), “CIRCA 15MILA BAMBINI E GIOVANI ARRIVATI NEI PRIMI QUATTRO MESI DEL 2019”. “Circa 15.500 bambini e giovani migranti sono stati registrati dalle autorità messicane per la migrazione nei primi quattro mesi dell’anno, 130 al giorno, secondo le ultime stime dell’Istituto nazionale per le migrazioni. Questa cifra rappresenta un aumento di oltre il 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”. Lo dichiara il direttore generale dell’Unicef, Henrietta Fore, dopo tre giorni di missione in Messico. “La maggior parte di questi bambini e giovani provengono da Honduras, Guatemala ed El Salvador, paesi dove il tasso di omicidi adolescenziali è tra i più alti al mondo”, osserva Fore. Che evidenzia anche come il Messico accolga da tempo anche i migranti che sono stati rimpatriati dagli Stati Uniti. “Se non si affrontano le cause profonde di questi flussi migratori, è improbabile che la situazione cambierà”. Nel corso della sua missione, il direttore generale dell’Unicef ha riferito di aver incontrato persone che “aspettavano che la loro domanda di asilo negli Stati Uniti fosse esaminata”,altri sono stati arrestati mentre cercavano di entrare negli Stati Uniti”, “altri ancora hanno vissuto per la maggior parte della loro vita negli Stati Uniti, ma sono stati rimpatriati e ora devono affrontare un futuro incerto”. Continua a leggere [Fonte: AGENSIR.IT]
  • VI RICORDATE IL PICCOLO AYLAN? ECCO LA VERITÀ. La lettera della zia del piccolo bimbo siriano annegato in Turchia alla deputata Usa Gabbard, recentemente in visita in Siria
Fonte: amykins

Nel settembre del 2015 la sua immagine fece il giro del mondo. Ovviamente per i media mainstream stava scappando con la sua famiglia per sfuggire, sì dall’ISIS, ma sopratutto dal feroce regime di Assad. Un altra “prova” per intensificare la guerra alla Siria. Ora, Tima Kurdi, la zia del bambino, rinfrancata dalla visita della parlamentare statunitense Tulsi Gabbard in Siria e dal suo incontro con Assad, ha pubblicato sulla pagina Facebook di Tulsi Gabbard un messaggio.
Ve lo riproponiamo tradotto in lingua italiana. Difficilmente troverà spazio sui liberi giornali nostrani:  

“Sono la zia di Alan Kurdi, il bambino siriano tragicamente annegato il 2 settembre 2015. L’immagine devastante del corpo senza vita del mio nipote di 2 anni, disteso a faccia in giù sulla spiaggia in Turchia, era su tutti i giornali in tutto il mondo . Due settimane fa, tornata a casa dal lavoro, mio marito mi ha mostrato un video di Tulsi Gabbard in visita al mio paese di origine, la Siria. Le cose che stava dicendo sulla politica degli Stati Uniti, dei paesi del Golfo, dell’Occidente (che vogliono imporre un cambio di regime al mio paese, che finanziano gruppi “ribelli” e terroristi, che hanno distrutto il mio paese costringendo la gente a fuggire) sono vere. Il messaggio di Tulsi era esattamente quello che ho cercato di dire per anni, ma che nessuno vuole ascoltare.Continua a leggere [Fonte: LANTIDIPLOMATICO.IT]

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Depressione, nuovo studio smentisce legame con la genetica

People For Planet - Mer, 06/26/2019 - 09:07

Un nuovo studio ha smentito il legame tra la genetica e la depressione. Non vi sarebbe nessun collegamento scientifico e statisticamente rilevante tra il disturbo psicologico e i 18 geni che le ricerche negli ultimi decenni hanno correlato alla depressione.
Per giungere a questa conclusione, i ricercatori del Colorado hanno preso in esame le informazioni di 620.000 persone raccolte in un’enorme banca di biodati.

Lo studio nel dettaglio

Per compiere la ricerca “No Support for Historical Candidate Gene or Candidate Gene-by-Interaction Hypotheses for Major Depression Across Multiple Large Samples”, pubblicata sulla rivista American Journal of Psychiatric, gli esperti hanno studiato il genoma di un campione composto da individui provenienti da differenti popolazioni.
Si tratta di uno studio unico nel suo genere in quanto nessuna ricerca in precedenza si era mai concentrata su un campione così ampio e variegato.
Analizzando tutti i dati a disposizione, gli esperti sono giunti alla conclusione che non vi sarebbe alcuna correlazione scientifica provata tra la depressione e i geni che precedenti ricerche avevano associato ai disturbi depressivi.
“Siamo lontani dalla conoscenza di rapporti certi tra genetica e depressione mentre l’ambiente sembra giocare il ruolo fondamentale”, spiega lo psichiatra Massimo Cozza, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Roma 2. “Alla luce di questo studio, ancora più importante è un lavoro di prevenzione sui determinanti ambientali, psicologi, relazionali, sociali ed economici”.

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Foto di Anemone123 da Pixabay 

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Il global warming sta cambiando il gusto del vino

People For Planet - Mer, 06/26/2019 - 08:00

Negli ultimi anni ho scritto molto di global warming e degli effetti già tangibili e potenziali sulla viticoltura italiana e internazionale ma in questi giorni in cui non si parla d’altro che delle tematiche ambientali, grazie alla vera e propria crociata portata avanti dalla sedicenne attivista svedese Greta Thunberg, non potevo che tornare a porre l’attenzione su alcuni degli aspetti legati al surriscaldamento globale. Partirò riprendendo un discorso avviato qualche anno fa in questo wine blog, grazie allo studio di una nota ricercatrice che neanche a farlo a posta viene proprio dalla Svezia ed è, quindi, conterranea della giovanissima Greta Thunberg.

“Per colpa dei cambiamenti climatici il vino potrebbe non avere più lo stesso sapore!”

Sono queste le parole della professoressa Kimberly Nicholas, docente della Lund University (in Svezia), che hanno sconvolto l’opinione enoica qualche anno fa, ma che continuano a far riflettere sulla situazione a breve e lungo termine non solo della componente agronomica del produzione di vino mondiale, ma anche degli aspetti prettamente enologici e gustativi. Secondo la professoressa K. Nicholas, infatti, le componenti gustative del vino ed in particolare di quello prodotto con vitigni come Chardonnay e Pinot Nero (lo studio è stato improntato specificatamente su questi due varietali di riferimento in quanto tra i più diffusi al mondo e utilizzati sia per la vinificazione “ferma” che per la spumantizzazione) stanno già assumendo connotazioni differenti a causa dell’innalzamento delle temperature. Sempre secondo lo studio della professoressa svedese, le nazioni più “a rischio” sono proprio quelle mediterranee come Italia e Spagna, nonché la vicina Francia, in quanto in queste aree climatiche l’uva sta arrivando a maturazione sempre più velocemente e i viticoltori fanno fatica a riconoscere quale sia il momento migliore per la vendemmia per via di un gap sempre più ampio fra maturazione fenolica e tecnologica.

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Cervello e 4 sensi: gli ospedali a cui rivolgersi

People For Planet - Mer, 06/26/2019 - 07:35

Riceve gli stimoli e i segnali dall’ambiente esterno, li immagazzina e li elabora in modo tale da fornire una risposta adeguata. Funziona come una macchina altamente complessa, e altrettanto articolati sono i disturbi e le malattie che possono interessarlo. Le aree specialistiche che attengono alla cura del cervello sono diverse: neurologia, neurochirurgia, riabilitazione neurologica, neurologia d’urgenza, psicologia e psichiatria.

In stretta collaborazione col cervello lavorano gli occhi: questi raccolgono infatti la luce proveniente dall’esterno che, entrando attraverso la pupilla, arriva al cristallino che la trasmette alla retina; quest’ultima tramite il nervo ottico invia i messaggi al cervello, che trasforma gli impulsi in immagini. L’anatomia dell’occhio, così come il procedimento che consente la visione, sono molto complessi: per questo l’organo della vista può essere affetto da diverse problematiche, di cui si occupa la branca dell’oculistica.

Il distretto testa-collo è poi molto importante perché raggruppa gli organi responsabili di 4 dei 5 sensi: oltre la vista, anche l’udito, l’olfatto e il gusto hanno origine in organi e formazioni anatomiche collocate in questa parte del corpo. L’area specialistica che si occupa di prevenire, diagnosticare e curare le patologie che riguardano orecchie, naso e gola è l’otorinolaringoiatria.

Per sapere quali sono in Italia i migliori ospedali a cui rivolgersi per problematiche relative al cervello, agli occhi e al distretto anatomico naso-bocca-gola abbiamo realizzato tre distinte classifiche dopo aver consultato il portale www.doveecomemicuro.it, motore di ricerca sulla salute a cui i cittadini possono far riferimento per mettere in fila le strutture migliori.

Valutazioni istituzionali e parametri dettagliati

Nello stilare le classifiche delle strutture sanitarie d’eccellenza alle quali rivolgersi per curare per una certa patologia, oppure per sottoporsi a una visita specialistica o a un determinato intervento chirurgico, il portale incrocia diverse informazioni (più di 800 mila) e si basa su valutazioni istituzionali (come quelle effettuate dal Programma nazionale valutazione esiti realizzato dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali per conto del ministero della Salute), di certificazioni provenienti da fonti scientificamente accreditate (tra cui il Centro Nazionale Trapianti e il Breast Center Certification), e su parametri dettagliati (numero dei ricoveri, tassi di mortalità, casi in cui è stato necessario un secondo intervento, ecc).

La classifica dei migliori centri in ambito neurologico

Oltre che delle valutazioni effettuate dal Programma Nazionale Esiti (PNE), precisiamo che la classifica dei centri per la cura dell’ambito neurologico che vi proponiamo tiene conto anche delle valutazioni effettuate dagli utenti dell’area specialistica (e per questo può subire variazioni anche frequenti). 

1. Ospedale Mater Salutis, Ospedale a gestione diretta

2. Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, Ospedale privato equiparato pubblico

  • via Don Sempreboni, 5 – 37024 Negrar (VR)
  • per info e prenotazioni chiamare il numero 045 6013111
  • sito web https://www.sacrocuore.it/
  • aree specialistiche: neurologia, neurologia d’urgenza e stroke unit, riabilitazione neurologica, unità spinale

3. IRCSS San Raffaele Pisana, IRCCS privato accreditato Ssn

4. Ospedale di Brunico, Ospedale a gestione diretta

5. Ospedale B. Ramazzini di Carpi, Ospedale a gestione diretta

  • via G. Molinari – 41012 Carpi (MO)
  • per info e prenotazioni chiamare il numero 059 659111
  • sito web: http://www.ausl.mo.it/home
  • aree specialistiche:  neurologia, neurologia d’urgenza e stroke unit, psichiatria e psicologia, riabilitazione neurologica

La classifica dei migliori centri che si occupano di oculistica

La classifica dei primi 5 centri d’eccellenza in ambito oculistico che vi proponiamo è stata stilata – precisiamo – sulla base delle valutazioni effettuate dagli utenti dell’area specialistica. 

1. Ospedale Mater Salutis, Ospedale a gestione diretta

2. Casa di Cura Giovanni XXIII, casa di cura privata accreditata Ssn

  • via Giovanni XXIII, 7 – 31050 Monastier di Treviso (TV)
  • per info e prenotazioni chiamare il numero 0422 8961
  • sito web https://www.giovanni23.it/

3. Casa di Cura Villa Serena di Città Sant’Angelo, casa di cura privata accreditata Ssn

  • viale L. Petruzzi, 42 – 65013 Città Sant’Angelo (PE)
  • per info e prenotazioni chiamare il numero 085 95901
  • sito web https://www.villaserena.it/

4. Clinica Sedes Sapientiae, casa di cura privata

5. Ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli, ospedale privato equiparato pubblico

La classifica dei migliori centri che si occupano di orecchie, naso e gola

La classifica dei primi 5 centri d’eccellenza che si occupano di otorinolaringoiatria (orecchie-naso-gola) che vi proponiamo è stata stilata – precisiamo – in base alle valutazioni effettuate dagli utenti dell’area specialistica. 

 1. IRCCS Neuromed, azienda ospedaliera universitaria integrata Ssn

  • via Atinense, 18 – 86077 Pozzilli (IS)
  • per info e prenotazioni chiamare il numero 0865 929 600
  • sito web http://www.neuromed.it/

2. Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, azienda ospedaliera universitaria integrata Ssn

3. Ospedale Mater Salutis, Ospedale a gestione diretta

4. Ospedale degli Infermi di Rivoli, ospedale a gestione diretta

5. Santa Maria Nuova, ospedale a gestione diretta

Immagine di copertina: Photo by Rhett Wesley on Unsplash

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L’industria della bioplastica va alla grande: 685 milioni di fatturato nel 2018

People For Planet - Mar, 06/25/2019 - 21:15

Aumentano produzione e aziende, nonostante la piaga dei sacchetti illegali. Versari, presidente Assobioplastiche: “Ci aspettiamo che la direttiva SUP sia recepita tenendo conto dei singoli contesti nazionali e dei relativi sistemi di gestione rifiuti”

È un fatturato in crescita: il 26% in più, circa 685 milioni di euro di fatturato in più nel 2018, una produzione che vede un incremento del 21%, pari a 88.500 tonnellate, un aumento degli addetti dedicati e di aziende del 4%. Insomma, i dati del quinto rapporto annuale di Assobioplastiche parlano di una crescita costante per l’industria delle bioplastiche.

La crescita degli ultimi anni è evidente: basti pensare che dai 143 operatori del 2012 si è arrivati ai 252 del 2018. E proprio considerando questi risultati e i potenziali nuovi entranti è ragionevole prevedere un incremento progressivo del numero di imprese attive nel settore.

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Coca-Cola e Pepsi si buttano sull’acqua

People For Planet - Mar, 06/25/2019 - 17:30

Non quella in bottiglia – dove esistono già – ma quella delle nostre borracce, sperimentando distributori con acqua liscia, aromatizzata o gassata.

Guardandovi in giro negli ultimi tempi – a scuola, all’università o sul posto di lavoro, soprattutto nelle città medio-grandi – avrete notato sempre più persone portarsi dietro una borraccia da riempire con l’acqua di rubinetto, preferendola alle classiche bottiglie di plastica usa e getta. È un’abitudine sempre più diffusa, dovuta soprattutto alla maggiore consapevolezza dell’enorme impatto che la plastica ha sul nostro ecosistema, e delle difficoltà di riciclare efficacemente tutte quelle bottiglie.

Anche per questo motivo Coca-Cola e Pepsi, le società produttrici delle due bevande gassate al gusto di cola più famose al mondo, hanno deciso di entrare in questo settore, introducendo alcuni distributori di acqua potabile che chi vuole può utilizzare per riempire le proprie borracce. La decisione si deve al comportamento dei consumatori. La crisi delle bibite gassate – con la crescente consapevolezza delle loro conseguenze sulla salute dei consumatori – aveva già spinto Coca-Cola e Pepsi a vendere anche acqua in bottiglia, con buoni risultati: lo scorso anno, scrive il Wall Street Journalle vendite di acqua in bottiglia da parte di Coca-Cola sono cresciute del 2 per cento, mentre quelle di Pepsi del 4,6 per cento (il marchio di acqua in bottiglia di Coca-Cola si chiama Dasani, mentre Pepsi possiede Aquafina).

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Istat, 2018 crollo nascite: l’Italia non è un Paese per donne, figurarsi per un figlio

People For Planet - Mar, 06/25/2019 - 14:30

È recessione demografica nera in Italia, dove nel 2018 si è toccato il record negativo di nascite, solo 439 mila bimbi, a rilevarlo è l’Istat nel consueto rapporto annuale. Secondo i dati provvisori relativi al 2018, i neonati iscritti all’anagrafe nel 2018 sono quasi 140 mila in meno rispetto al 2008. Un “declino demografico” che racconta come il 45% delle donne tra i 18 e i 49 anni – qui i dati si fermano però al 2016 – non abbia ancora avuto figli.

Involuzione dei costumi sociali, dice qualcuno, i giovani preferiscono avere un cane o un gatto anziché un figlio.  Le precedenti generazioni, nonostante non avessero gli aiuti sociali che tutti adesso vorrebbero, chiosa il passatista, faceva figli. La recessione demografica è un segno evidente di benessere e di poca vocazione al sacrificio. E aggiunge l’immancabile confronto con gli stranieri, portati, loro sì, al sacrificio, al prolificare, eccetera.

Un mala tempora currunt diffuso e tuttavia contraddetto da un altro dato diffuso da Istat: coloro che dichiarano che l’avere figli non rientra nel proprio progetto di vita sono meno del 5%.

L’Italia non è un Paese per donne, figuriamoci per un figlio. In compenso è il Paese ideale per gli ultracentenari, che sfiorano i 15mila, record europeo assieme alla Francia. Non che gli individui dagli 85 anni in su se la passino male, beninteso: al 1° gennaio 2019 si stima che fossero circa 2,2 milioni, pari al 3,6% del totale della popolazione residente in Italia, che si fregia di un buon 15,6% di over 65 anni.

Laddove per gli uomini le dimissioni volontarie dal lavoro dipendono da un cambio di lavoro, per le donne, nell’80% dei casi, la scelta si deve alle difficoltà di conciliare casa e lavoro. Nel 2016, quasi il 20% delle donne italiane ha motivato la propria assenza dal lavoro, o il ripiego a un part-time, con la carenza di infrastrutture in grado di tenere i propri figli durante il tempo di lavoro.

La legge di bilancio per il 2019 approvata dall’attuale Governo non ha rinnovato il beneficio del «contributo per i servizi di baby-sitting e per i servizi all’infanzia» introdotto in via sperimentale per il triennio 2013-2015 e prorogato per il biennio 2017-2018, e lo stesso bonus asilo nido scadrà il 31 luglio 2019.

La scarsità di asili nido, il modo in cui sono concepiti i congedi parentali in breve l’insieme delle politiche relative alla cura della prima infanzia proposte finora in Italia fanno sì che le donne dedichino mediamente il 19,2% della loro giornata al lavoro familiare contro il 6,7% degli uomini.

«Ti ho sposato per allegria» diceva al marito la simpatica Giuliana interpretata da Monica Vitti nel film omonimo diretto da Natalia Ginzburg nel 1967, e in effetti un po’ di allegria non dovrebbe mancare, neppure nel sacro e serio affair familiare. Come correre il rischio dell’allegria di un figlio se il 17% delle donne che lavorano non ha neppure un conto corrente (dunque nella maggior parte dei casi lavora in nero) e non gestisce il guadagno del suo lavoro? Il 23% delle donne italiane in generale non ha proprio un conto corrente e in alcune Regioni, specie nel Sud, la percentuale tocca il 40%.  Solo il 21% delle donne possiede un conto corrente personale. L’85% delle famiglie monoreddito in condizioni di povertà assoluta, curiosa contraddizione tutta italiana, ha però come riferimento una donna. I dati provengono dal Cnel (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) che li ha diffusi in un recente convegno eloquentemente intitolato Donne invisibili  e promosso da AsviS nell’ambito del Festival dello Sviluppo sostenibile, con lo scopo di istituire una Commissione per il raggiungimento dell’uguaglianza di genere tramite «l’empowerment femminile».

A tal punto l’Italia non è un Paese per donne che c’è bisogno di «empowerment femminile», «empowerment femminile» in ogni dove, dietro ogni pretesto, fosse anche solo la partita di calcio della nazionale femminile, le cui gesta vengono decantate al cospetto dell’intellighenzia femminista in onda su Rai 3, dove, ospite della trasmissione di Lucia Annunziata, Dacia Maraini si complimenta con le calciatrici italiane perché «non praticano alcuno schema di seduzione, neanche sottilmente».

L’italia non è un Paese per chi pratica la seduzione, figuriamoci per chi voglia fare altro per allegria.

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Combattere le zanzare con rimedi naturali efficaci: il trucco del caffè

People For Planet - Mar, 06/25/2019 - 13:29

Con l’arrivo della stagione estiva arrivano anche le zanzare. In natura esistono più di 3500 specie diverse e una delle più note, ma anche più temute, è la zanzara tigre. Questi insetti vivono generalmente pochi giorni, ma se trovano una casa calda possono raggiungere l’anno di vita. A pungere sono le femmine, i maschi infatti muoiono dopo che si accoppiano.

Esistono diversi rimedi naturali contro le zanzare e fra questi uno è poco conosciuto. Il caffè è un potente repellente, in grado di allontanare i fastidiosi insetti. Il suo aroma non piace alle zanzare che dunque si allontanano.

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Germania, in paese fanno sparire la birra il festival neonazi è un flop

People For Planet - Mar, 06/25/2019 - 12:15

Un’arma fine di mondo contro i neonazisti esiste, e un paesino della Sassonia lo ha sperimentato con successo. A Ostritz, vicino alla frontiera con la Polonia, sabato sera era previsto un festival dal titolo “Scudo e spada”. E invece di aspettare che passasse la tempesta, che l’orda barbarica di ipertatuate teste rasate devastasse l’arena all’aperto e contribuisse alla reputazione già piuttosto ammaccata della Sassonia, una marea di cittadini si è precipitata il giorno prima nell’unico supermercato di Ostritz e ha comprato tutta la birra disponibile, fino all’ultima bottiglia. Dozzine di volenterosi si sono portati via carrelli della spesa stracolmi con un centinaio di casse che serviranno, dicono, ad animare prossimamente una festa di paese. Un trionfo.

Rimasti a secco della benzina che avrebbe trasformato il concerto nella tipica, rabbiosa manifestazione sbronza di rabbia e odio, più della metà degli skinhead si sono dati. Complice anche una decisione ufficiale in perfetta sintonia con l’umore dei cittadini di Ostlitz: la polizia ha deciso di vietare l’alcol al concerto e ha confiscato miriadi di bottiglie degli irriducibili che se l’erano portate da casa. Nelle immagini del tabloid Bild si vedono disperate teste rasate rovesciare nei tombini bottiglie intere di ‘bionda’.

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Immagine Antranias Pixabay

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EcoFuturo 2019, primo giorno

People For Planet - Mar, 06/25/2019 - 10:46

L’agricoltura 4.0 è in grado di stoccare tutta la CO2 in eccesso sul pianeta per farne di nuovo carbonio e aumentare la fertilità dei suoli.
In diretta dal Fenice Green Energy Park di Padova la sesta edizione del Festival EcoFuturo.

Sessione del mattino

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Olimpiadi Milano-Cortina: perché sì e perché no

People For Planet - Mar, 06/25/2019 - 10:35

L’Italia si è aggiudicata l’organizzazione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali del 2026. Ad ospitare i giochi saranno le città di Milano e Cortina. Il comitato organizzatore italiano ha sconfitto quello svedese aggiudicandosi 47 voti contro 34. Le Olimpiadi invernali tornano in Italia dopo 20 anni da quelle di Torino e a Cortina dopo 70 da quelle del 1956. Il Presidente della Repubblica Mattarella è tra i primi ad esultare. Il racconto delle ultime ore di attesa e del successo, con lo sguardo dei social.

[Fonte: canale YouTube RAI]

Panoramica dalla stampa nazionale:

  • MILANO-CORTINA 2026: I PUNTI DI FORZA CHE HANNO CONVINTO IL CIO. E alla fine Milano-Cortina si è aggiudicata le Olimpiadi invernali 2026, con 47 voti a favore, contro i 34 di Stoccolma-Aare (più un astenuto). Nessun testa a testa, il dossier Milano-Cortina ha convinto in modo netto il Comitato olimpico internazionale riunito a Losanna, e la vittoria è stata applaudita in maniera bi-partisan: dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al premier Giuseppe Conte alle autorità locali che hanno sostenuto il lavoro. Continua a leggere [Fonte: ILSOLE24ORE di Sara Monaci]
  • OLIMPIADI 2026, DAL PALAITALIA AL VILLAGGIO OLIMPICO: ECCO COME CAMBIERÀ MILANO . Il PalaItalia – Le Olimpiadi invernali del 2026 si svolgeranno a Milano e Cortina: lo ha deciso il Cio, votando la candidatura italiana a Losanna e preferendola a quella di Stoccolma-Aare. L’Italia tornerà così ad organizzare un’edizione delle Olimpiadi, 20 anni dopo i Giochi invernali di Torino 2006. Il più noto progetto di riqualificazione legato ai Giochi olimpici 2026 è la costruzione del PalaItalia nel quartiere di Santa Giulia, alla periferia Sud-est della città. L’Arena da 15 mila posti è una struttura privata che fa parte di un più ampio progetto di riqualificazione, denominato Montecity-Rogoredo. Progettazione e realizzazione sono affidate a Risanamento, che proprio a una settimana dall’atteso voto del Cio ha reso noto di aver siglato un patto con la società australiana Lendlease e la Ogv Europe Limited per la costruzione del Palazzetto. Le fasi di lavorazione prevedono l’approvazione del piano integrato di intervento da parte del Consiglio comunale e quella del progetto di bonifica, quindi nel 2020 sarà avviata la riqualificazione dell’area. L’inizio dei lavori è previsto per gennaio 2021 e il completamento nel dicembre 2023.  Costerà 70 milioni di euro. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, aveva chiarito in anticipo che la realizzazione dell’impianto era prevista «indipendentemente dall’esito dell’assegnazione a Milano-Cortina delle Olimpiadi».

Il Villaggio olimpico – Avrà un grande impatto sull’aspetto della periferia Sud anche la costruzione del Villaggio olimpico, che rientra nel progetto di riqualificazione dello Scalo Ferroviario di Porta Romana. Ospiterà gli atleti in gara a Milano su una superficie di 19 ettari. Sono sette in totale gli scali ferroviari che cambieranno volto in città, secondo il Piano di sviluppo Urbano per il 2030. Responsabile del processo di progettazione e costruzione è Fs Sistemi Urbani, società controllata al 100% da Ferrovie dello Stato. Il Villaggio olimpico, da 1260 letti con 70 camere singole e 630 camere doppie, dovrebbe essere completato otto mesi prima dell’apertura dei Giochi. L’avvio dei cantieri è previsto per il giugno 2022. Già deciso anche il futuro della struttura dopo le Olimpiadi: sarà trasformata in un campus residenziale per gli studenti, ovviando alla storica carenza di alloggi per gli universitari. Continua a leggere [Fonte: CORRIERE.IT di Rossella Burattino]

  • OLIMPIADI 2026, ESULTA SALVINI: “20MILA POSTI DI LAVORO”. E PUNZECCHIA I CINQUESTELLE.  Matteo Salvini esulta per l’assegnazione a Milano-Cortina delle Olimpiadi invernali 2026 con una foto che lo ritrae nel suo ufficio al Viminale con il pugno alzato in segno di vittoria, mentre stringe il Tricolore. “Vince l’Italia, vince lo sport. Viva i giochi olimpici e paralimpici invernali del 2026, che significano almeno 20.000 posti di lavoro creati, tanti investimenti e 5 miliardi di euro di valore aggiunto per l’Italia. Grazie, al lavoro”, scrive il Ministro dell’Interno su Facebook.

Continua il momento decisamente no per il Movimento CinqueStelle che, mentre cerca di ritrovare l’appeal perduto,  porta invece virtualmente a casa un’altra batosta. La vittoria della candidatura costringe infatti il M5S a una ardua salita sul carro, dopo aver escluso Torino a cinquestelle dalla corsa delle tre città. Continua a leggere [Fonte: QUIFINANZA.IT]

  • OLIMPIADI 2026, PERCHÉ SÌ E PERCHÉ NO .[…] a confronto due testimonianze: quella di Franco Amicucci, sociologo ed esperto di formazione aziendale, e quella di Fabio Accinelli, esperto di diritto dell’economia. Franco Amicucci: «Perché sì»: Cosa spinge un paese a candidarsi per ospitare e gestire una grande manifestazione mondiale come le Olimpiadi? Come valutare l’equilibrio tra costi e benefici? Sono almeno 5 le dimensioni, proprio come gli anelli olimpici, da prendere in considerazione. Immagine del paese: Le Olimpiadi sono da sempre un catalizzatore dell’opinione pubblica mondiale per un periodo che va oltre la durata della manifestazione perché coinvolge tutta la fase preparatoria ed anche, se pur breve, il periodo successivo. Le caratteristiche del paese ospitante, cultura, storia, paesaggi, per un prolungato periodo di tempo, sono al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica mondiale. Come in tutti i grandi eventi del passato, occorre tenere ben presenti i rischi di potenziali eventi negativi concomitanti, che sarebbero amplificati. Infrastrutture Da sempre le grandi manifestazioni sportive, come le grandi esposizioni universali, sono una grande opportunità per innovare e potenziare le infrastrutture delle aree coinvolte, non solo impianti, ma strade, aeroporti, strutture recettive. […] 

Fabio Accinelli:«Perché no»: I conti non tornano mai e le Olimpiadi sono una vera e propria maledizione continua per le località geografiche dove passa e si svolgono. Di fatto, sono una vera e propria piaga biblica economica, bruciando soldi in spese astronomiche mai preventivate e non preventivabili. Alla domanda se un evento olimpico «faccia bene» al Paese che le ospita bisogna porre in essere una lettura economica nel merito. Di fondo esiste la realtà documentale per le esperienze passate, che per quanto siano mirabolanti le promesse fatte al momento della candidatura, il problema si evidenzi e venga dopo. Infatti, è storicamente accaduto che gli effetti benefici a livello economico siano sempre stati sovrastimati: quelli dei costi, invece, sottostimati. Lo stesso beneficio che dovrebbe nascere nel paese ospitante, il cosiddetto feel good effect, lascia il tempo che trova. Il primo step risulta essere il meccanismo della selezione alla partecipazione del Paese alla gara che farà il comitato politico, il quale prevede una serie di: analisi, piani, stime inerenti a costruzioni, impatto economico, sforzo di marketing, infrastrutture, export e posti di lavoro. Continua a leggere [Fonte: FABIOACCINELLI]

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Lo psicologo entra nell’equipe del medico di famiglia nel sistema delle cure primarie

People For Planet - Mar, 06/25/2019 - 10:28

Lo psicologo entra, per norma primaria, nell’equipe che opera insieme al medico di medicina generale nel sistema territoriale delle cure primarie. A stabilirlo un emendamento, in sede di conversione, al decreto Calabria che legittima per legge, la presenza dello psicologo nelle cure primarie. «Si tratta – commenta Lauro Mengheri, presidente dell’Ordine degli psicologi della Toscana – dell’inizio di un percorso sul quale costruire la presenza dello psicologo negli studi dei medici di famiglia. Un emendamento che certifica il ruolo fondamentale della psicologia e più in particolare dello psicologo per la tutela della salute a partire dal sistema delle cure primarie».

Il ruolo dello psicologo nelle cure primarie diventa così quello di coadiuvare il medico di famiglia e intervenire nelle fasi di disagio psicologico, iniziando dalla sua individuazione per prevenirne la degenerazione in forme croniche o patologiche.

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Quindi, Adani, Italia-Brasile 3-2 fu una partita cinica e non emozionante?

People For Planet - Mar, 06/25/2019 - 08:07

Dov’è l’emozione in una vittoria cinica? Si chiede Daniele Adani – principe degli opinionisti tattici di Sky Sport – in un’intervista concessa ad Angelo Carotenuto su Repubblica. È in fin dei conti un’intervista in cui Adani, pur cercando di annacquare la propria sete di rivincita, rivendica la propria vittoria culturale su Massimiliano Allegri, alfiere del cosiddetto calcio semplice e sbattuto fuori dalla Juventus dopo cinque scudetti consecutivi. Per far posto al suo opposto, al suo nemico: il “circense” – per dirla alla Allegri – Maurizio Sarri. 

Adani dichiara che nel calcio vincere non basta più. Che nel mondo si gioca per lasciare qualcosa. Testuale. Che la Juve aveva un percorso non più congruo con la grandezza societaria ne’ con le scelte dei club europei la cui identità non dipende dai risultati.

È un principio che sta avanzando ad ampie falcate nel calcio. Anche in Italia. Quest’anno in Serie A sono la maggioranza gli allenatori costruttori di gioco e di emozioni. 

Viene da chiedersi, tra le millanta partite di calcio, come definire Italia-Brasile 3-2 del 1982. Una vittoria cinica? Con tre tiri in porta, che poi in realtà furono più di tre. Forse, però, una delle più emozionanti della Nazionale. Certamente in un posto d’onore, accanto a Italia-Germania 4-3. 

In base a quali criteri si stabilisce se una partita regali o meno emozioni? Ci si può emozionare per una parata che resterà nell’immaginario collettivo, per un salvataggio sulla linea e c’è chi si emoziona per venti passaggi di fila. La presunta superiorità morale di un tipo di gioco – quello contemporaneo, diremmo guardiolista – rispetto a quello più démodé rischia di rinchiudere il calcio in un’unica visione. Come se si potesse giocare soltanto in un modo. Finendo così col minare, invece, una delle ragioni del successo e della immensa popolarità del football. 

Che, anche dopo decenni, regala perle insospettabili. Come quella rivelata da Giovanni Galeone in un’intervista al Fatto quotidiano. Racconta che agli europei del 1988 lui e Arrigo Sacchi (fresco campione d’Italia col Milan) ebbero dalla Federazione due biglietti per Olanda-Inghilterra. E si ritrovarono nel settore degli inglesi, gomito a gomito con gli hooligans. Sacchi gli chiese: e ora che facciamo? Togliti la maglietta e fai finta di niente. La guardarono a torso nudo. Tra fiumi di birra. Forse un filo più suggestivo di quindici passaggi in fila spacciati per la conquista del mondo.

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Per trovare lavoro puntate sul verde

People For Planet - Mar, 06/25/2019 - 08:00

Non saranno tanto i big data o la cyber security ad attenuare il problema della disoccupazione. O almeno, non lo faranno tanto quanto i lavori legati all’economia verde e sostenibile. Nei prossimi anni i green jobs, quei mestieri in agricoltura, nell’industria e nei servizi che contribuiscono a preservare o riqualificare la qualità dell’ambiente, creeranno più posti di lavoro del digitale. Lo dicono i dati del Focus Censis e Confcooperative “Smart &Green, l’economia che genera futuro”.

Da oggi al 2023 ogni cinque nuovi posti di lavoro creati in Italia uno sarà nelle aziende ecosostenibili: in tutto ci sarà bisogno di 481mila nuovi professionisti del verde.Oltre il 50 per cento in più di quelli generati dall’altro trend innovativo, il digitale, che non riuscirà ad andare oltre 214mila nuovi occupati. E anche il 30 per cento in più di quelli prodotti da tutte le imprese del settore salute e benessere, che si attesterà a quota 324 mila assunzioni. L’occupazione in ambito green coprirà una quota del 18,9 per cento sul totale del fabbisogno generato fino al 2023.

Nel 2017 il settore delle “eco-industrie” ha già raggiunto 388mila unità di lavoro. Si parla di imprese che si occupano di energie rinnovabili, riciclo, consulenza ambientale e di quelle che forniscono beni e servizi in aree come i rifiuti o i trasporti ecologici. Nello specifico, il 52,2 per cento di questi lavoratori è impiegato nella gestione delle risorse naturali, il 47,8 per cento nelle attività di protezione ambientale.

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